Olimpiadi 2016, Doping, Wada e Ciclismo

La notizia è passata quasi in sordina, ma la sua gravità ha dell’eccezionale: l’agenzia mondiale per il doping (la wada) a 40 giorni dall’inizio delle olimpiadi, ha deciso di sospendere l’accreditamento dei laboratori di Rio de Janeiro perchè ritenuti “non conformi, inefficienti” con effetto immediato, comportando una riorganizzazione delle analisi verso altri paesi accreditati. Tale provvedimento si aggiunge a quelli presi per Mosca, Pechino, Lisbona, Madrid e Bloemfontein (Sudafrica). Consoliamoci, i laboratori di Roma, sono considerati invece una eccellenza: buona notizia per l’Italia ma appare ancora una volta evidente come in tema di doping, grandi siano le disuaglianze e lontanissima sia la soluzione del problema.

Personalmente, resto sempre colpito quando si parla di lotta al doping, da una sensazione di diseguaglianza, nell’accanimento e nell’esposizione mediatica che i vari sportivi o le varie discipline sportive sono sottoposti.

Solo una mia sensazione?  Vediamo i numeri: partiamo da una semplice tabella del 2011

doping 2011

I dati, sono riferiti alla sola Italia ed è evidente come il ciclismo sia lo sport più controllato in maniera sproporzionalmente più alta di tutti gli altri. Abbastanza chiaro anche, che la percentuale dei casi positivi è si una delle più alte (nel ciclismo), ma non serve una laurea, per capire che è probabilmente l’unico dato realmente e statisticamente valido. Al contrario il dato di 2 positività su 40 controlli nel Rugby costituisce un valore poco attendibile: se ne potrebbe dedurre, che i Rugbisti sono tutti dopati, o al contrario super sfortunati nella campionatura dei controlli. Un’altro elemento a favore del ciclismo è che la percentuale delle positività, all’aumentare delle analisi negli anni, non varia ad avvalorare che il valore statistico è corretto e credibile.

Ma osserviamo ora questa seconda tabella su una serie storica 2003-2011

serie storica doping

Ce la sentiamo di affermare che i giocatori di Bocce sono i più dopati d’Italia, mentre nell’atletica leggera e nel nuoto abbiamo gli atleti più virtuosi?

Un altra considerazione ancora: nel 2013 sono stati 1390 gli atleti controllati, nel 2014 sono stati 1427 e nel 2015 sono stati 860: va riscontrao inoltdoping 2015re una tendenza ad una maggior proporzionalità nella ripartizione delle analisi fra le diverse discipline: in aumento atletica leggera e calcio, ma sempre con il Ciclismo saldamente in testa per numero di controlli effettuati.

Vediamo a lato i dati pubblicati dal ministero della salute e riferiti al 2015.

 

 

Quindi: come possiamo concludere? Tutti santi i ciclisti? Sicuramente No. Perseguitati? Sicuramente più controllati degli altri, Si.

Sinceramente a me il dubbio resta: spostare l’attenzione mediatica in alcune direzioni può sicuramente giovare ad altri. Ma che l’intera categoria sia costantemente sotto i riflettori, sinceramente mi infastidisce e mi infastidisce perchè amo questo sport e perchè mi resta questa percezione di mancanza di equità.

Detto questo, benvengano le analisi: e che le pene siano applicate seriamente ed in modo pesante, ma anche in questo caso con equità… ma questa è un’altra storia ancora…

JT

 

Approfondimenti

Ministero della Salute: rapporto Doping 2014

Ministero della Salute: rapporto Doping 2015

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